Patologie 2017-04-12T08:30:45+00:00

Le Patologie

Le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di mortalità in Europa. In Italia, provocano il 35% dei decessi maschili e il 43% di quelli femminili, con un impatto imponente sulla salute pubblica e sulle risorse sanitarie e economiche. Nella sola Italia la spesa per gli interventi cardiochirurgici è stimabile in circa 650 milioni €. La spesa dei farmaci per queste patologie supera i 5 miliardi €

A livello comunitario, la Società Europea di Cardiologia e la European Heart Network calcolano, per la cura delle patologie cardiovascolari, un costo comunitario di oltre 196 miliardi di euro all’anno, con una spesa sanitaria che varia dal 4% del Lussemburgo al 17% di Estonia, Lettonia e Polonia.

Nonostante i significativi progressi nella diagnosi e nel trattamento, le malattie cardiache rimangono tra le principali cause di mortalità nel mondo. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (2008) oltre 17 milioni di morti all’anno sono attribuite alle malattie cardiovascolari e, visto il progressivo, queste malattie rientrano nella categoria dei cosiddetti ‘killer silenziosi‘, poiché sono asintomatiche e chi ne soffre è, di conseguenza, ignaro della proprio condizione fino a quando non si verifica un evento cardiovascolare grave. Nonostante l’arsenale di farmaci cardiovascolari presenti sul mercato, molti di questi non sono ben tollerati dai pazienti, il che porta ad elevati tassi di interruzione della terapia e, conseguentemente, al non raggiungimento degli obiettivi del trattamento stesso.

Fonte dati: ISTAT

Guarda in questa animazione come un trombo possa causare un infarto cardiaco

Il video mostra una condizione molto diffusa: il meccanismo di formazione di un trombo parietale in corrispondenza di una placca di colesterolo. Col tempo il trombo accresce fino a limitare sensibilmente l’afflusso di sangue all’interno del vaso o ad occluderne completamente il lume. Se il vaso appartiene al sistema cardiocircolatorio, l’occlusione causa un infarto cardiaco.

Per trombosi si intende la formazione, all’interno di un vaso, di un coagulo di sangue detto trombo, costituito da fibrina, piastrine, globuli rossi e globuli bianchi. Il trombo si può formare in qualunque parte del sistema circolatorio e, quando di sviluppa, può ostruire il vaso bloccando o limitando il normale afflusso di sangue all’organo coinvolto. Quando questo si verifica (a causa di anomalie del processo coagulativo o a causa di agenti esterni come la presenza di una placca di colesterolo) il paziente è a rischio di fenomeni acuti quali trombosi, infarti del miocardio, ictus ischemici, embolie polmonari.

Nel caso di ictus ischemico si verifica un’interruzione dell’apporto di sangue ossigenato in un’area del cervello che determina la morte delle cellule cerebrali di quell’area. Di conseguenza, le funzioni cerebrali controllate da quell’area vengono perse.

Le Patologie

Le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di mortalità in Europa. In Italia, provocano il 35% dei decessi maschili e il 43% di quelli femminili, con un impatto imponente sulla salute pubblica e sulle risorse sanitarie e economiche. Nella sola Italia la spesa per gli interventi cardiochirurgici è stimabile in circa 650 milioni €. La spesa dei farmaci per queste patologie supera i 5 miliardi €

A livello comunitario, la Società Europea di Cardiologia e la European Heart Network calcolano, per la cura delle patologie cardiovascolari, un costo comunitario di oltre 196 miliardi di euro all’anno, con una spesa sanitaria che varia dal 4% del Lussemburgo al 17% di Estonia, Lettonia e Polonia.

Nonostante i significativi progressi nella diagnosi e nel trattamento, le malattie cardiache rimangono tra le principali cause di mortalità nel mondo. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (2008) oltre 17 milioni di morti all’anno sono attribuite alle malattie cardiovascolari e, visto il progressivo, queste malattie rientrano nella categoria dei cosiddetti ‘killer silenziosi‘, poiché sono asintomatiche e chi ne soffre è, di conseguenza, ignaro della proprio condizione fino a quando non si verifica un evento cardiovascolare grave. Nonostante l’arsenale di farmaci cardiovascolari presenti sul mercato, molti di questi non sono ben tollerati dai pazienti, il che porta ad elevati tassi di interruzione della terapia e, conseguentemente, al non raggiungimento degli obiettivi del trattamento stesso.

Fonte dati: ISTAT

Guarda in questa animazione come un trombo possa causare un infarto cardiaco

Il video mostra una condizione molto diffusa: il meccanismo di formazione di un trombo parietale in corrispondenza di una placca di colesterolo. Col tempo il trombo accresce fino a limitare sensibilmente l’afflusso di sangue all’interno del vaso o ad occluderne completamente il lume. Se il vaso appartiene al sistema cardiocircolatorio, l’occlusione causa un infarto cardiaco.

Per trombosi si intende la formazione, all’interno di un vaso, di un coagulo di sangue detto trombo, costituito da fibrina, piastrine, globuli rossi e globuli bianchi. Il trombo si può formare in qualunque parte del sistema circolatorio e, quando di sviluppa, può ostruire il vaso bloccando o limitando il normale afflusso di sangue all’organo coinvolto. Quando questo si verifica (a causa di anomalie del processo coagulativo o a causa di agenti esterni come la presenza di una placca di colesterolo) il paziente è a rischio di fenomeni acuti quali trombosi, infarti del miocardio, ictus ischemici, embolie polmonari.

Nel caso di ictus ischemico si verifica un’interruzione dell’apporto di sangue ossigenato in un’area del cervello che determina la morte delle cellule cerebrali di quell’area. Di conseguenza, le funzioni cerebrali controllate da quell’area vengono perse.